Festival o Show. Quello di Fabio Fazio, re del polpettone tv, sarà un
Flashow. Letitia Casta, Yusuf Cat Stevens, Claudio Baglioni, Raffaella Carrà,
Renzo Arbore, Gino Paoli, Paolo Nutini, Franca Valeri, Enrico Brignano, l’astronauta
Luca Parmitano, Rufus Wainwright, definito da Elton John come il più grande
songwriter sul pianeta, l’idolo di Jovanotti il belga Stromae e Luciano
Ligabue. Qualche flash sconnesso con tutto e il contrario di tutto, poi ci saranno pure le canzoni. È il
meglio che la Liguria può offrire oggi all’Italia. La patria di Montale, Mazzini,
Garibaldi, Paganini, Colombo, Mameli nel Duemila è rappresentata dal Gabibbo di Ricci, Fazio, Grillo
e Crozza.
Le immagine liguri negli occhi di tutti sono le Cinque Terre devastate dall’alluvione
e quel treno in bilico sul mare di Andora che spezza in due la Liguria. Quello
che era il porto principe del Mediterraneo è oggi solo nei primi 20 d’Europa.
La capitale dell’acciaio, prima con i privati Ansaldo, Bruzzo, Perrone, poi con
il colosso Italsider di Cornigliano (e le sue filali di Bagnoli e Taranto) è
ridotta all’area a freddo. Il terzo vertice del triangolo industriale Milano-Torino-Genova,
ora si rapporta con Tunisi e Palermo. Non più industriale, mai pienamente
turistica (anche se il nome Riviera è nato qui) è una regione senza
prospettive. I banchieri genovesi finanziavano le guerra di Francia e Spagna - qui è nato il tasso di sconto, la seconda banca d’Europa nel 1452, la Banca d’Italia vide la luce a Genova nel 1861 come Banca nazionale degli stati sardi - oggi litigano per il controllo di Banca Carige. Una guerra pietosa dove la finanza un tempo era fiorente: la prima borsa italiana (chiusa nel 1996) nacque a Genova.
Nel calcio Genoa e Sampdoria insieme hanno meno punti della Juventus. Tolto lo sport regionale della pallanuoto, l’altra ultima presenza in una serie A risale al 2008, fu Superba H.C. nell’hockey su prato dove l'ultimo scudetto giunse nel 1959.
Per tornare alla musica, dalla prima scuola italiana dei cantautori (Paoli, Bindi, Lauzi, Tenco) e dei maestri Reverberi, Martelli e Calabrese a cui fece seguito la stagione dei grandi gruppi (New Trolls, Matia Bazar, Delirium di Ivano Fossati, ma pure I ricchi e poveri) non è germinato nulla. Dalle glorie teatrali di Gilberto Govi e dello Stabile di Giorgio Chiesa sopravvivono i comici. Ma il Gabibbo, Crozza, Grillo e il finto tonto Fazio hanno il sapore amaro della risata triste: quella che prelude la tragedia.
Non parliamo della politica: la regione subissata dagli scandali in giunta (l’ex vicepresidente in carcere) e in consiglio (il presidente dimissionario per le spese pazze); due province commissariate, due sotto l’occhio della magistratura; il sindaco di Genova crollato nella popolarità al 48% solo 78° in Italia. Genova, feudo della sinistra, è il capoluogo più grillino d’Italia con il 32,2% alle politiche, malgrado sia la città più vecchia della nazione.
Già una città di vecchi. L’età media è di 48 anni. Gli under 14 sono l’11% e gli over 65 il 28%. L’indice di natalità è del 7 per mille.
Allora tutti davanti alla tv – per una botta di vita da ottuagenari nella città delle “due discoteche e centosei farmacie”* - a vedere il Flashow sanremese del savonese Fabio Fazio, sperando che ci sia Beppe Grillo a renderlo più vivo e parli al futuro nella regione che vive di un passato remoto.
* Da “Con un deca” in Hanno ucciso l’uomo ragno di Max Pezzali e il
genovese Mauro Repetto

Nessun commento:
Posta un commento