Non è vero, come scrive Piergiorgio Odifreddi, che sia fidanzata con
Giulio, figlio di Giorgio Napolitano. È ingiusto ricordare, come fa su
MicroMega, solo la sua assenza al voto sullo scudo fiscale proposto da
Berlusconi, facendola responsabile per la mancata caduta del caimano. E poi non
ha mai conosciuto – perché morto nel 1976 - il bisnonno Giambattista, detto
Titta, tre volte deputato del duce e sino al 1958 onorevole dell’MSI, il
partito dei neofascisti italiani.
Openpolis la colloca al 295° posto su 630 deputati. Nella XVI legislatura
ha presentato sei disegni di legge più un centinaio come cofirmataria, una
decina i suoi interventi in aula: non proprio la più fancazzista del
parlamento.Tolte le bugie o le mezze verità. Marianna, orfana di Stefano giornalista RAI e amico di Valter Veltroni. Non ha avuto quella che si dice una vita difficile. Non sarà fortunata come John Elkann, ma la sfiga è un’altra cosa.
Il bisnonno, quello che ha dato il benessere alla famiglia – anche se nel 1946 il nuovo regime repubblicano gli sequestrò tutto salvo poi doverlo assolvere e rendergli beni ed onore – era caro a Benito Mussolini. Il duce, in una lettera (18/10/1923) lo definisce, come direttore de L’Epoca con i suoi giornalisti: “egregi e cari commilitoni” per la loro “adesione personale e giornalistica al governo fascista”. Il papà Stefano fu amico del padre di Veltroni. Vittorio Veltroni che, tanto per dirne una dal 3 al 9 maggio 1938, seguì come inviato dell’EIAR a Roma, Napoli e Firenze la visita di Adolf Hitler curando le celeberrime entusiastiche radiocronache.
È notorio che i fatti dei padri, o dei bisnonni, non debbano ricadere sulla progenie, ma se Daria Bignardi, Corrado Augias rimproverano al grillino Di Battista la militanza missina del padre, con la Madia e Veltroni cosa dovremmo fare?
Titta Madia, fu deputato, giornalista, ma soprattutto avvocato, un grande giurista sino a diventare membro del CSM. Il nipote, Titta come lui, zio di Marianna è stato il sublime e vincente difensore di Clemente Mastella.
Per Marianna Madia, studi alla scuola francese di Roma, laurea triennale alla Sapienza e poi dottorato a Lucca, passione politica, giornalismo, capacità oratoria sono cose di famiglia. Non a caso Minoli, collega del padre a Mixer la prese con lui a Rai Educational, Veltroni la fece eleggere a 27 anni alla Camera e lei – a differenza del bisnonno che mai abiurò alla fede fascista – invece in pochi anni, come ricordava Chiara Geloni quando era direttore di Youdem, ha saltabeccato tutte le anime piddine: “dall’Arel di Enrico Letta. Sei partita veltroniana, ti sei detta estimatrice di D’Alema, hai votato alle primarie per Bersani… Infine, sei andata alla Leopolda e ti sei detta renziana” passando per i Giovani turchi, alla fronda anti Marini, all’appoggio agli uomini dell’establishment del partito. D’altronde senza pelo sullo stomaco in politica strada ne fai poca.
La bugia più grossa di Odifreddi però è il fidanzamento con Giulio Napolitano, secondogenito di Giorgio 1. Madia è sposata dal 10 giugno 2013 e aspetta un altro figlio da Mario Gianani, “rampante fondatore della casa cinematografica Wildside e socio in affari di Fausto Brizzi, regista e fedelissimo della Leopolda” come scrive Linkiesta. Brizzi gli ha regalalo pure un cammeo nel film “Tutte pazze di me”. In effetti Marianna, volto botticelliano è una bella donna. Infatti Giulio se ne invaghì sino a portarla a cena a casa, al Quirinale.
Lei, però, in un’intervista al Corriere del 2008 aveva precisato: «Con lui cominciai una storia sentimentale quando suo padre Giorgio era ancora solo un ex e illustre dirigente del Pci, poi sono stata a cena sul Colle, una sola volta».
Solo un ex e illustre dirigente del Pci? Non era ancora presidente della Repubblica, ma dopo essere stato presidente della Camera ecco la biografia del“l’ex dirigente Pci” dal sito del Quirinale: “è stato Ministro dell'interno nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all'ottobre 1998. Rieletto deputato europeo nel 1999, è stato, fino al 2004, Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo. Nel 2003 è stato nominato Presidente della Fondazione della Camera dei deputati. Il 23 settembre 2005 è stato nominato senatore a vita”.
Beh, per Marianna Madia, all’epoca, ricevuta pure da Cossiga, nel think thank di Letta e in quello di D’Alema. Deputato 27nne - giovane quasi quanto Nilde Iotti, l’amante del Migliore (Palmiro Togliatti) - aver sfiorato la parentela con Re Giorgio I è un dettaglio.

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