sabato 15 febbraio 2014

ACQUARIO A PALERMO LO PROGETTA UN GENOVESE MA NON È PIANO


 
Potrebbe nascere a Palermo un Acquario simile, per richiamo, a quello di Genova. Che è fra i primi dieci al mondo, secondo in Europa, e che con 1.300.000 visitatori annui si colloca tra le prime cinque mete turistico-culturali in Italia dopo musei vaticani, scavi di Pompei, palazzo Ducale a Venezia e complesso di Santa Croce e galleria degli Uffizi di Firenze.
L’idea è del ragionier Alessandro Albanese quarantottenne, con un’esperienza pregressa nel campo degli arredi, oggi presidente dell’Associazione industriali di Palermo e presidente della Società degli Interporti Siciliani, una società a capitale interamente pubblico.
Potrebbe, perché Albanese ha parlato chiaro: “Ci tengo che vengano rispettati i tempi, che si aggirano attorno a due anni facendo una media sulle realizzazioni di opere simili in Europa. Ma se non verranno rispettati, faremo l’acquario da un’altra parte. Il progetto dell’acquario a Palermo cambierà il volto di questa città, per farla diventare un polo attrattivo per investimenti e turismo. Un fiore all’occhiello per tutta la Sicilia”.
Un acquario con specificità legate al territorio. È questo il progetto per il capoluogo siciliano. Confindustria Palermo vuole realizzarlo con il project financing, ma pretende tempi europei. L’investimento si aggira attorno ai 50 milioni di euro. Saranno coinvolti il comune, la regione, la camera di commercio (tutti azionisti della Interporti – NdR) ma anche Cnr, Ismett e università, perché l’acquario, è stato detto, sarà un grande polo di ricerca scientifica.

Il progetto è curato dall’architetto genovese Ettore Piras, studio nei pressi del porto antico genovese a due passi dall’Acquario progettato da Renzo Piano e dell’architetto statunitense Peter Chermayeff, di cui lui ha diretto i lavori. Piras nel 2013 ha presentato anche un progetto per il Museo de las Aguas in Paraguay.
Confindustria Palermo guarda proprio al successo ligure: “A Genova l’impianto, è stato ricordato, ha generato un importante flusso turisti e circa due mila posti di lavoro” ha detto Albanese che però non gradisce “lo scetticismo che sinora ci ha circondato. Ci ha fatto molto male invece questa è una grandissima chance di rinascita”. L’acquario avrà una capienza di circa 14 milioni di litri, per sei vasche. Contro le 39 vasche più la nave Italia per uno spazio complessivo di 9.700 mq di quello genovese.
Il nome sarà Oceano Mediterraneo. “Ci saranno più specificità rispetto a Genova, da questo punto di vista sarà più grande – ha detto Piras - Non vogliamo fare una copia di altri acquari, vogliamo che Palermo sia un occhio aperto sul Mediterraneo. I luoghi dove sorgerà sono in fase di studio, abbiamo individuato la Cala, oppure la Bandita o anche vicino villa Igiea, in tutti questi tre posti ci sono degli spazi che si prestano al progetto”.

Nessun commento:

Posta un commento