I millennial americani (i giovani nati fra gli anni '80 e i
primi del nuovo millennio) sembrano aver abbandonato i media tradizionali sin
da quando imparavano a leggere. È il risultato di un'analisi congiunta
effettuata da una piattaforma di social influence marketing, Crowdtap, che
opera sul web e dalla società di ricerche Ipsos. Lo racconta Max Knoublach su Mashable.com.
Quelle generazione, dai 12 ai 34 anni, ritengono più affidabili i contenuti non
professionali rispetto a quelli prodotti dai professionisti dell'informazione.
I cosiddetti UGC, i contenuti generati prodotti dagli
utenti, includono aggiornamenti di stato, blog, recensioni di ristoranti,
ecc., qualsiasi contenuto fatto da non professionisti, senza alcuna reale
motivazione che non sia quella di aggiungere un parere al mare di opinioni già
esistenti. “La logica - osserva Max Knoublach - ci dice che non sarebbe il tipo
di contenuto di cui ci dovremmo fidare di più rispetto all'intervento di un
professionista”.Al contrario, lo studio rivela che fra i millennial in generale la fiducia nei primi è il 50% superiore a quella nei secondi. Se poi per quanto riguarda le recensioni i giovani giudicano alla pari UGC e contenuti professionali, si affidano per il 20% in più ai primi quando si tratta di fare un acquisto e li ricordano per il 35% in più rispetto ai media tradizionali.
Fra i media tradizionali, la carta stampata con il 44% è
ritenuta più affidabile, rispetto a radio 37% e tv 34%. Vicino ai social
network 50%, ma lontana dal 74% riconosciuto alla conversazioni con gli amici. I
millennial americani si affidano alle UGC più per gli acquisti elettronici (59%)
che non per programmare una vacanza (40%)

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