La Sicilia come tutta Italia non riesce a spendere i nostri
soldi, che l’Europa ci torna sotto forma di fondi. Perché? Anche per carenza di
personale. Come? La regione Sicilia ha poco personale, Ma non sono 18.000? Sì,
ma pure maldistribuiti. A Palermo uffici di importanza strategica come i dipartimenti
nei quali si programma ed attua la spesa dei fondi comunitari sono sottodimensionati.
In compenso gli uffici periferici degli assessorati all’agricoltura o al lavoro,
traboccano di impiegati.
Che ci fanno 1.582 addetti in 57 centri per l’impiego sparsi
in tutta l’isola? Che carico di lavoro hanno? Quanti disoccupati hanno avviato al
lavoro in una regione con 27% delle famiglie alle prese con disoccupazione e
gravissime difficoltà lavorative?I CpI in Sicilia sono più numerosi d’Italia. La Lombardia ne ha 54 con il doppio di abitanti ed una struttura economica incomparabilmente più solida e articolata. Il numero degli addetti nei CpI siciliani è però quasi triplo rispetto a quelli delle Regioni Lombardia (577) e Lazio (602). Più che doppio rispetto alla Campania (724).
Perché non destinare una parte dei 1.600 impiegati dei CpI ad attività più strategiche? Senza licenziare, senza penalizzare ma razionalizzando i servizi e valorizzando le persone.
Tuta colpa della politica e dei dirigenti? Leggete anche questa. Dei 18.000 dipendenti regionali, nessuno ha risposto all’appello dell’assessorato alla formazione, che cercava esperti social media, blogger grafici, coordinatori per attuare strategie comunicazionali. Il censimento interno si è rivelato un flop clamoroso perché non prevedeva alcun compenso aggiuntivo allo stipendio.
Piuttosto che lavorare hanno preferito rimanere a fare i finti bidelli, i finti uscieri, i finti forestali, i finti becchini, i finti e basta. Nessuno ha voluto lavorare meglio, nell’ambito dell’orario di lavoro, con un’attività più vicina ai loro interessi. A meno che non siano tutti analfabeti digitali. Allora perché mantenerli con i soldi pubblici? Tornino a scuola a studiare, e si paghino pure i corsi.

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