La storia di un’italiana che ha messo
insieme CNN, Twitter e la sua azienda di New York.
"Qui negli Usa la gente trova
lavoro (parlo di un lavoro vero, che paga, con contratti a tempo indeterminato)
con quella che per noi è la laurea triennale, e non tutti fanno un master. Non
muore nessuno, tantomeno la cosa pregiudica le loro possibilità di avanzamento
professionale", spiega Francesca Giuliani, 25 anni, giornalista italiana a
Dataminr, azienda editoriale innovativa di New York Perché continuare a passare
anni sui libri, quando a 20 anni si è ormai pronti per lo sbarco nel mondo del
lavoro?Già perché le lobbies universitarie hanno svuotato di senso la laurea, equiparando la vecchia laurea quadriennale (oggi diploma di laurea) alla nuova specialistica (quinquennale), anziché come era più logico e negli intenti di velocizzare il percorso universitario come richiesto dall’Europa? Questo è il primo inganno ai danni dei giovani.
"In ufficio da me, uno dei miei capi ha 22 anni – continua Giuliani - Non è ancora laureato, ma è a tutti gli effetti un capo, sia per talento che per affidabilità, e la sua giovane età non entra neanche in questione, se consideriamo il modo in cui il resto dell’ufficio si relaziona a lui. Qui non ha importanza chi sei, quanti anni hai, se sei capace, puoi fare bene. Altrimenti avanti un altro". Anche i miei capi, 40 anni fa non erano laureati, ma erano signori giornalisti. Il mestiere l’ho imparato a bottega, da loro. Mi sembravano vecchi, ma avevano al massimo 40 anni! Secondo inganno: l’esperienza non ha età, ha quantità.
La storia di Francesca Giuliani non è solo la storia di una italiana espatriata a Manhattan. E' anche la storia di quello che potrà essere il mondo del giornalismo, in proiezione futura. Francesca arriva a NY grazie ad uno stage alla Rai. Alla fine del tirocinio, però, nessuna possibilità di proseguire. Si laurea e torna a New York. Trova lavoro come ricercatrice alla NYUe fa la freelance per testate italiane e americane. Nel novembre 2012 sbarca nel mondo delle start-up editoriali. Ora è al gruppo di Dataminr: "I vecchi modelli non calzano più, ho paura che l'Italia non riuscirà a restare al passo con questi cambiamenti, così complessi e rapidi. Gli italiani adulti sono troppo disconnessi da queste realtà, ma anche i giovani temo si siano seduti e rassegnati. Il mondo va avanti, le abitudini di lettura si modificano, l'informazione viaggia così velocemente che i lanci di agenzia non sono più sufficienti. La carta ormai è un lusso, le vere notizie circolano su Twitter. Persino le grandi agenzie di stampa stanno diventando obsolete".
Terzo inganno, dire sì ai giovani, ma non dare mai loro un'opportunità. Chi l'ha data, come Dataminr, ha ottenuto da Francesca Giuliani un’idea che è alla base dell'accordo fra Dataminr CNN e Twitter. Letteralmente pesca contenuti da Twitter e li segnala alla redazione di Atlanta.
(Fonte fugadeitalenti.wordpress.com)

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