Con la nuova legge sul finanziamento ai partiti, converrà di più donare
ai gruppi politici che al non profit. Perché? La detrazione fiscale è sempre
del 26%, ma per le onlus il tetto è di 2.065,85 euro. Per i partiti di 100.000.
Cosa significa in soldoni. Sino ai 2.065,85 euro la detrazione fiscale del
donatore sarà la stessa: 537,12 euro in meno da pagare al fisco sulla futura
dichiarazione dei redditi, ma donando 100.000 euro ad un partito lo sconto
fiscale riconosciuto sarà di 26.000 euro. Che restano sempre 537,12 se donati ad
una onlus. Ovvero 48,4 volte di meno.
Siamo arrivati ad un finanziamento – sinora camuffato da rimborso
elettorale - non più diretto e automatico da parte dello stato, cioè di tutti
noi, ma un sistema lasciato alla volontà dei singoli cittadini e basato da un
lato sul "due per mille" in dichiarazione dei redditi e dall’altro
sulle erogazioni liberali, cioè le libere e volontarie donazioni di denaro di cui
sopra.In ogni caso, il due per mille e le detrazioni sulle donazioni dirette sono un mancato gettito fiscale per lo stato, quindi meno soldi per le esigenze dei cittadini. Solo per il 2017 è prevista la definitiva cessazione dell’intervento pubblico diretto, che attualmente ammonta a 91 milioni di euro annui, perché la riforma prevede una graduale cancellazione del sistema attuale con un tetto massimo che scenderà progressivamente sino ai 45,1 milioni di euro dall’anno 2017 in poi.

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