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martedì 25 marzo 2014

NATURA. SULL’APPENNINO LIGURE RECORDI RAPACI


Il 19 marzo sono stati più di 1.500 bianconi transitati in poche ore ai confini meridionali del parco del Beigua, sui primi rilievi di Arenzano. Al centro dell’Appennino ligure. Un numero impressionate mai visto prima.
“Il biancone ci ha sempre riservato sorprese - dice Luca Baghino l’ornitologo che da anni segue il fenomeno della migrazione dei rapaci per conto del parco del Beigua - ma un flusso di questa entità, così concentrato, è stato davvero straordinario da ogni punto di vista”. Stiamo parlando di un rapace diurno, il suo nome scientifico è Circaetus gallicus, la cui migrazione, sia nella fase pre che post-riproduttiva, è studiata da più di trent’anni sulle colline di Arenzano, nella vicina Francia, nei pressi di Nizza, sia sulle Alpi Apuane. Si tratta infatti al 99% di individui adulti, destinati ad accasarsi in buona parte in Italia per la nidificazione, la fase biologica che li tratterrà nel nostro spazio aereo fino alla metà di settembre.
“La migrazione di massa del 19 marzo ha equilibrato in un certo qual modo i risultati intermedi ottenuti nella prima settimana di conteggio, che erano decisamente al di sotto dei valori medi del 2012-13” spiega Baghino.
Il monitoraggio di dodici giorni della migrazione dei rapaci diurni, condotto anche quest’anno dal 10 al 21 marzo presso Arenzano si è concluso con 2307 bianconi conteggiati in leggero calo rispetto al 2012. Un periodo di controllo breve ma intenso, incentrato sulla migrazione del biancone, come specie primaria, che nella seconda decade di marzo raggiunge il picco del proprio passaggio.
“Grazie all’exploit del 19 marzo – continua l’ornitologo - i passaggi si sono portati oltre la soglia attesa dei 2000 individui che negli ultimi anni sembra costituire, nel mese di marzo, il valore di riferimento in questo monitoraggio: l’anno scorso furono infatti quasi 2600 i bianconi rilevati nello stesso periodo. I dati conseguiti e gli indici calcolati - conclude Luca Baghino - ci mostrano che la popolazione italiana è in ottima salute, con un trend positivo e un aumento dei contingenti di passo osservato da almeno dieci anni. Questo andamento positivo riflette la capacità della popolazione italiana di biancone ad occupare con successo gli habitat disponibili adatti alla riproduzione nella penisola; tuttavia, risultati di questa portata suggeriscono anche che l’apporto dei bianconi in migrazione nella zona del Beigua non italiani, cioè quelli destinati ad insediarsi oltralpe, probabilmente è maggiore di quanto ipotizzato inizialmente”.

domenica 23 marzo 2014

NATURA. IN LIGURIA I MUSTANG DELL’AVETO VIVONO COME 3.000 ANNI FA


 
Molto più vicino del West americano, senza paragoni con un viaggio in Mongolia, a pochi chilometri dalla costa ligure, l’Appennino riserva uno spettacolo naturalistico senza pari in Italia. Siamo in Val d’Aveto, al confine fra le province di Genova e Piacenza. Un branco di alcune decine di cavalli, forse quaranta, vive allo stato brado, 365 giorni all'anno senza interagire con l'uomo. Sono esemplari in gran parte di sangue bardigiano, come testimoniano la corporatura massiccia, l'indole frugale, il mantello baio, coda e criniera folte. I cavalli della Val d’Aveto vivono in perfetta comunione con la natura. Il loro comportamento brado è assimilabile a quello dei mustang americani e dei cavalli della Mongolia interna.
Per incrementare l'interesse nei loro confronti e del territorio in cui vivono, nel 2012, è nato Progetto horsewatching, con il patrocinio del WWF Italia e del parco dell'Aveto. Se ne occupa “Un cavallo per amico” onlus che propone escursioni a piedi, di una giornata, condotte da esperti naturalistico-ambientali e del comportamento equino.
Come avviarsi sulle tracce dei cavalli selvaggi in questo territorio di grande bellezza? “Un'opportunità c’è – spiega Paola Marinari vicepresidente dell’associazione - per osservare e studiare il comportamento, la socialità, i cicli vitali dei cavalli in natura. Noi siamo a disposizione per fornire ogni informazione. Le nuove generazioni non hanno mai interagito con l'uomo e sono un vero patrimonio naturalistico, unico in Italia”.

Sono previste anche giornate dedicate ai più piccoli, con animatori esperti e gustose merende a base di prodotti locali. Gli appassionati di equitazione potranno fruire di escursioni a cavallo, anche di più giorni, lungo percorsi nel parco, sulle tracce dei bardigiani dell’Aveto, con accompagnatori qualificati, sia con cavalli propri che dei centri della zona.
La Val d’Aveto offre ottimi servizi ricettivi e sistemazioni più spartane. Sarà possibile trascorre piacevoli serate intorno al fuoco. I meno avventurosi si possono rivolgere al Consorzio dell'ospitalità diffusa del parco dell'Aveto, che grazie ad un tour operator locale, offre pacchetti turistici dedicati all'horsewatching e al turismo equestre in cui la buona cucina, la storia, le eccellenze naturalistiche e l'ospitalità della Valle accoglieranno gli ospiti con proposte gustose ed originali.

I cavalli dell’Aveto fanno manutenzione continua al territorio, impediscono ad erbe infestanti, come il nardo che i bovini non mangiano, di riprodursi. Mantengono un ecosistema ottimale a salvaguardia della piccola fauna selvatica. Infatti, alcuni parchi italiani hanno acquisto, grazie a progetti finanziati dall'UE, cavalli da immettere nel loro territorio con questo scopo.
“Sfruttando esperienze di altri – affermano gli esperti di Un cavallo per amico – e ricorrendo a progetti finanziabili, si possono mettere a punto strategie allevatoriali, turistiche e di gestione interessanti ed utili per tutti: cavalli, allevatori, coltivatori e appassionati”.
Chi è interessato può scrivere a: uncavalloperamico@icloud.comhttps://www.facebook.com/pages/I-Cavalli-Selvaggi-dellAveto-Wild-Horse-Watching/262446640599154?ref=hl

lunedì 17 febbraio 2014

FLASHOW DI SANREMO. DERBY FRA FAZIO, IL PASSATO, E GRILLO, IL FUTURO


 
Festival o Show. Quello di Fabio Fazio, re del polpettone tv, sarà un Flashow. Letitia Casta, Yusuf Cat Stevens, Claudio Baglioni, Raffaella Carrà, Renzo Arbore, Gino Paoli, Paolo Nutini, Franca Valeri, Enrico Brignano, l’astronauta Luca Parmitano, Rufus Wainwright, definito da Elton John come il più grande songwriter sul pianeta, l’idolo di Jovanotti il belga Stromae e Luciano Ligabue. Qualche flash sconnesso con tutto e il contrario di tutto, poi ci saranno pure le canzoni. È il meglio che la Liguria può offrire oggi all’Italia. La patria di Montale, Mazzini, Garibaldi, Paganini, Colombo, Mameli nel Duemila è rappresentata dal Gabibbo di Ricci, Fazio, Grillo e Crozza.
Le immagine liguri negli occhi di tutti sono le Cinque Terre devastate dall’alluvione e quel treno in bilico sul mare di Andora che spezza in due la Liguria. Quello che era il porto principe del Mediterraneo è oggi solo nei primi 20 d’Europa. La capitale dell’acciaio, prima con i privati Ansaldo, Bruzzo, Perrone, poi con il colosso Italsider di Cornigliano (e le sue filali di Bagnoli e Taranto) è ridotta all’area a freddo. Il terzo vertice del triangolo industriale Milano-Torino-Genova, ora si rapporta con Tunisi e Palermo. Non più industriale, mai pienamente turistica (anche se il nome Riviera è nato qui) è una regione senza prospettive.
I banchieri genovesi finanziavano le guerra di Francia e Spagna - qui è nato il tasso di sconto, la seconda banca d’Europa nel 1452, la Banca d’Italia vide la luce a Genova nel 1861 come Banca nazionale degli stati sardi - oggi litigano per il controllo di Banca Carige. Una guerra pietosa dove la finanza un tempo era fiorente: la prima borsa italiana (chiusa nel 1996) nacque a Genova.
Nel calcio Genoa e Sampdoria insieme hanno meno punti della Juventus. Tolto lo sport regionale della pallanuoto, l’altra ultima presenza in una serie A risale al 2008, fu Superba H.C. nell’hockey su prato dove l'ultimo scudetto giunse nel 1959.
Per tornare alla musica, dalla prima scuola italiana dei cantautori (Paoli, Bindi, Lauzi, Tenco) e dei maestri Reverberi, Martelli e Calabrese a cui fece seguito la stagione dei grandi gruppi (New Trolls, Matia Bazar, Delirium di Ivano Fossati, ma pure I ricchi e poveri) non è germinato nulla. Dalle glorie teatrali di Gilberto Govi e dello Stabile di Giorgio Chiesa sopravvivono i comici. Ma il Gabibbo, Crozza, Grillo e il finto tonto Fazio hanno il sapore amaro della risata triste: quella che prelude la tragedia.
Non parliamo della politica: la regione subissata dagli scandali in giunta (l’ex vicepresidente in carcere) e in consiglio (il presidente dimissionario per le spese pazze); due province commissariate, due sotto l’occhio della magistratura; il sindaco di Genova crollato nella popolarità al 48% solo 78° in Italia. Genova, feudo della sinistra, è il capoluogo più grillino d’Italia con il 32,2% alle politiche, malgrado sia la città più vecchia della nazione.
Già una città di vecchi. L’età media è di 48 anni. Gli under 14 sono l’11% e gli over 65 il 28%. L’indice di natalità è del 7 per mille.
Allora tutti davanti alla tv – per una botta di vita da ottuagenari nella città delle “due discoteche e centosei farmacie”* -  a vedere il Flashow sanremese del savonese Fabio Fazio, sperando che ci sia Beppe Grillo a renderlo più vivo e parli al futuro nella regione che vive di un passato remoto.
 

* Da “Con un deca” in Hanno ucciso l’uomo ragno di Max Pezzali e il genovese Mauro Repetto