giovedì 5 marzo 2015

Editoria. Scure sul taglio dell’IVA applicata agli e-book


 


Gli e-book potrebbero costare di più. Aumenteranno sicuramente in Francia e Lussemburgo. Tutto per una sentenza della corte di giustizia europea che condanna i due paesi transalpini per il taglio operato sulla tassa
La corte di Strasburgo ritiene che l’articolo 98 della direttiva Iva 2006/112/Ce consenta agli stati membri di applicare aliquote ridotte solo ai beni e servizi indicati nell’allegato III alla direttiva.
Ai libri cartacei, erano stati aggiunti ampliati quelli forniti "su qualunque supporto fisico", senza riferimenti a quelli commercializzati su internet. L’esclusione degli e-book dalla categoria dei beni o servizi con aliquota ridotta è stata poi rafforzata dall’introduzione di una nuova scrittura all’articolo 98 secondo cui “le aliquote ridotte sono in ogni caso escluse per i servizi forniti elettronicamente”.
L’Italia si trova ora sotto scacco. Ha abbattuto al 4% l’Iva sui libri elettronici a partire dal 1° gennaio 2015, applicando la teoria che la norma nazionale non modifica l’elenco di beni soggetti a Iva agevolata ma, riconduce tutti i libri, compresi gli elettronici, ad un’unica categoria. Senza discriminanti.
La corte di Strasburgo però ha stabilito che l’e-book necessita sì di un supporto fisico per essere letto, per esempio un computer, ma “questo supporto non è fornito insieme al libro elettronico” e l’allegato III non include nel suo ambito di applicazione la fornitura di questi libri.
Gli editori europei si sono rivolti subito a Juncker perché intervenga sulla direttiva. In una lettera aperta, firmata anche dal presidente dell’associazione italiana editori (Aie) Marco Polillo, al presidente della commissione, al presidente del parlamento europeo Schultz e al presidente del consiglio europeo Tusk si chiede di intervenire “sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente. Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti – continua la lettera – che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Un’iniziativa della commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che “le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso”.
La Francia applica una aliquota del 5,5% sugli e-book e il Lussemburgo del 3%. Pare che l’UE, sospinta da una decina di paesi, non voglia tener conto dell’evoluzione del mercato.

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