domenica 1 marzo 2015

UN BUONO SPESA PER CHI COMPRA LIBRI. È UNA BUONA IDEA?


 

Basterà la paghetta? Come spesso accade quando un settore è in crisi chiede l’aiutino alle casse di mamma Stato. Questa volta è la Filiera della carta un’associazione, che raccoglie gli editori di libri, giornali, periodici specializzati, l’industria meccanica per la stampa, i cartai, i grafici, (Acimga, Aie, Anes, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg), a chiedere al governo un “bonus lettura”.
Il buono spesa consentirebbe ai giovani tra i 18 e 25 anni di acquistare libri e abbonamenti a quotidiani e periodici, pagando solo il 25% del prezzo, il restante 75% verrebbe pagato con il bonus fino ad un massimo del contributo pubblico di 100 euro a persona.
Andrea Marcucci, presidente della commissione istruzione pubblica e beni culturali del Senato, nella sua passerella, ha assicurato i presenti che “ci sono le condizioni per andare nella direzione auspicata dalla Filiera coniugando la competizione economica con quella qualitativa. In questo modo - ha concluso - si possono creare le condizioni affinché il sistema Paese si impegni con forme di sostegno della lettura che premino la qualità nella informazione e nella formazione”. Poi ci sarà da capire cosa ne pensino Renzi e Padoan.
La crisi non è solo italiana, dal 2007 a oggi, i lettori nella UE sono calati dal 71% al 68%, ma è soprattutto italiana. Nel Bel Paese, oltre 800.000 persone sono uscite dal mercato librario, più della metà della popolazione legge meno di un libro all’anno, quasi due milioni di persone hanno smesso di leggere abitualmente un quotidiano e tre milioni e mezzo milioni di italiani un periodico.
Un tale scenario è solo in parte imputabile alla crisi economica generale. È l’effetto di una sempre più ridotta offerta culturale rispetto agli altri beni. Più che il bonus lettura andrebbe pensato un piano per il rilancio dell’offerta della qualità culturale.

 

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