sabato 5 luglio 2014

WEB. LE MAJOR DI INTERNET FRA MEA CULPA E MINACCE


Facebook chiede scusa per l'esperimento di manipolazione delle emozioni, condotto nel 2012 su 700 mila utenti a loro insaputa. "Lo studio è stato comunicato male – ha detto Sheryl Sandberg, Chief Operating Officer di Facebook - Il progetto rientrava in una più ampia ricerca che le aziende fanno per testare diversi prodotti, e la comunicazione è stata scarsa. Per questo chiediamo scusa. Non era nostra intenzione turbare nessuno". Però, nel merito, il social network ritiene di non aver violato alcun vincolo di privacy nei confronti degli utenti. Non è di questo avviso l'Information Commisioner's Office (ICO), l'autorità nazionale garante della privacy e della data protection nel Regno Unito. Che per verificare se ci sia stata violazione dei dati personali ha avviato un’indagine. Il garante inglese è in contatto anche con l'organismo di protezione dati in Irlanda, visto che la sede europea di Facebook si trova a Dublino.
L'esperimento di Facebook era durato una settimana con l'obiettivo di verificare se la modifica, tramite un algoritmo automatico, del flusso di contributi positivi o negativi sulle bacheche personali degli utenti cambiasse anche i commenti personali e i post pubblicati. 
Meno conciliante nei toni You Tube. Anch’esso sotto il mirino delle autorità di garanzia.
Infatti è guerra aperta fra l’industria discografica e YouTube che si appresta a lanciare un servizio di musica in streaming a pagamento, in concorrenza a Spotifye e Deezer, ma a differenza dei rivali avrebbe proposto condizioni economiche non negoziabili e decisamente più svantaggiose per le case discografiche.
L'associazione IMPALA, che riunisce circa quattromila etichette indipendenti, ha chiesto l'intervento dell'antitrust europeo perché ritiene violate le norme comunitarie sulla concorrenza. Il commissario Joaquín Almunia, attualmente in proroga, paventa un'indagine se YouTube abusasse della sua posizione dominante nel mercato della musica online.
La prospettiva dell'apertura di una nuova indagine da parte dell'antitrust europeo ha spinto YouTube a concedere più tempo alle etichette indipendenti che rifiutano di firmare in bianco il contratto proposto dalla piattaforma di video-sharing di proprietà di Google. La minaccia è di eliminare dalle sue pagine i video degli artisti delle case discografiche che rifiutano il diktat. Fra questi anche star del calibro di Adele, Jack White e Franz Ferdinand o gruppi come i Arctic Monkeys
Caso chiuso? Assolutamente no. Secondo il Financial Times, YouTube applicherà la minaccia di bloccare i video se non si arriverà ad un accordo. YouTube afferma che solo il 10% delle etichette indipendenti non ha accettato i nuovi termini contrattuali e sottolinea come la sua offerta sia "equa e coerente coi prezzi dell'industria".
Il nuovo servizio a pagamento, che dovrebbe chiamarsi Music Pass propone condizioni economiche inferiori di un terzo rispetto a quelle praticate oggi. Una remunerazione pari al 45% contro il 65-70% del prezzo al dettaglio (al lordo delle tasse e dei diritti d'autore) offerto da Deezer o Spotify.

You Tube replica che da quando è stato acquisito da Google (nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari), ha versato più di 1 miliardo di dollari nelle casse dell'industria musicale attraverso accordi di licenza che permettono ai detentori dei diritti d'autore di percepire una quota dei ricavi pubblicitari.

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