L’ultima domanda è per Roberto Fabbricini. Il Coni ha commissariato la
FIH perché Luca Di Mauro si è dimesso o perché la commissione d’indagine ha
riscontrato irregolarità?
“Devo precisare, rispetto a quello sin qui detto, che non a tutte le
obiezioni mosse alla gestione Di Mauro è stata data risposta puntale e quelle
date non hanno fatto da contraltare ai rilievi. Le dimissioni hanno aiutato il processo”.
Questo il passaggio saliente della conferenza stampa che si è tenuta a
fine mattinata al Coni.
In precedenza il presidente Malagò aveva sottolineato il suo compito “di
salvaguardare lo sport, in questo caso l’hockey. Il commissariamento è stata la
procedura prescelta. Le dimissioni hanno favorito questo percorso”.
Resa con l’onore delle armi. Molto fair play. Però alle dimissioni di
Abete dalla presidenza della FIGC non è seguito il commissariamento anche se
Malagò lo aveva adombrato. Il commissariamento è un istituto governato dalla
legge dello stato e non avviene su richiesta, ma su disposizione dell’ente
sovraordinato. In questo caso il Coni. Che nell’affaire hockey non ha ricevuto
smentite adeguate ai rilievi mossi dalla commissione d’indagine.
Fra l’altro come sia stato possibile a 34 società, tutte siciliane,
giocare i campionati e ricevere i voti che hanno determinato l’elezione del
consiglio commissariato, senza neppure un tesserato. O ancora: a 5 società
giocare, con un numero di tesserati inferiore al minimo per scendere in campo.
E avanti: le società valdostane con tesserati, peraltro un pugno, tutti catanesi.
Poi i documenti con date successive al loro accadimento, come nel caso dell’incorporazione
CUS-HC-HC Catania. Che ha permesso a Di Mauro di rimanere in sella, alla faccia
dello statuto per altri 22 mesi.
Allora, per bon ton, facciamo finta di credere che le dimissioni
abbiano favorito il commissariamento. La verità è che messa in questo modo
hanno precluso a Di Mauro il ricorso al TAR Lazio. Insomma, lo hanno accompagnato,
con fair play, alla porta senza che potesse fare più danni.
Luca Di Mauro, seguito in sala da tutto il suo ex consiglio, ha detto
di essersi dimesso “per la trasparenza” e di “voler dare la parola agli
hockeisti”. Su queste dichiarazioni degna del miglior La Palisse non si può che
essere d’accordo.
Anche il commissario Matteoli è intervenuto per annunciare che da oggi
sarà in federazione per cominciare il lavoro. Un lavoro quanto mai necessario.

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