mercoledì 23 aprile 2014

GIORNALISMO. QUANT’È BRAVO QUEL REPORTER! È UN ROBOT


Il Los Angeles Times non è nuovo ai primati. Nel 1962 fu il primo quotidiano al mondo a sostituire la composizione a piombo degli articoli con la fotocomposizione. Adesso è il primo a firmare un pezzo con le credenziali del software che l'ha scritto.
Sì, perché è sempre più diffuso l'utilizzo di robot e algoritmi di scrittura per la stesura automatica di articoli da parte dei giornali online. Il Los Angeles Times, pochi minuti dopo una scossa di terremoto in California, ha pubblicato la breve news dell'evento.  
Il “cronista” che ha pescato la notizia online e i dettagli nella posta del giornale è stato QuakeBot, un algoritmo specializzato in raccolta e rielaborazione di informazioni grezze relative a movimenti tellurici. E QuakeBot non è l'unico reporter-robot utilizzato dal Los Angeles Times.
Negli USA, la scrittura di news da parte di robot si diffonde a macchia d’olio. Ad esempio, Forbes utilizza un'azienda di Chicago che si chiama Narrative Science per comunicare i suoi dati di bilancio. Da gennaio, ancora Forbes ha siglato un accordo con ProPublica per la scrittura di news sull'istruzione.
Al momento, gli algoritmi di scrittura e i robot sono utilizzati per lo più per stilare brevi news, lasciano il compito di ampliare la narrazione più complessa ai giornalisti in carne ed ossa. Per ora, i robot non sono ancora in grado di scrivere pezzi articolati di molte cartelle per riviste specializzate. Ma, per l'alta percentuale di informazioni numeriche e statistiche che formano i pezzi di sport, gli articoli sportivi scritti da un bot sono difficilmente distinguibili da quelli scritti da un reporter vivo e vegeto. E le cose cambieranno rapidamente. Il futuro prevede funzioni interessanti per i robot-reporter nel settore dell'editing e della sua automazione. 

 

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