L’assicurazione auto è gravata dalla tassa provinciale. L’aliquota base
è del 12,5%, ma quasi tutte le province l’hanno portata al tetto massimo del
16%. Che si ripercuote sull’aumento del premio. Così il costo medio di 411 euro
sale a 520. Mangiandosi quasi tutta la riduzione dovuta al forte calo di
sinistri: - 3,7% rispetto al 2012, quello dei feriti del 3,5% mentre i decessi arretrano
del 9,8%.
Dall’unione consumatori (UNC) arriva un appello al Governo: “Visto che
stanno eliminando le province, non si capisce perché non siano eliminate anche
le tasse che oggi servono a finanziarle”. Qua sta l’inghippo. Le provincie non stanno per essere soppresse. Continuano, tutte, senza organi eletti. Ma tutto il resto dell’apparato resta e costa. La tassa sull’assicurazione auto assieme all’IPT, altra tasse sull’automobile, è una delle principali entrate. Per questo tutte le province, comprese le 10 diventate città metropolitana - ma che è la stessa cosa, hanno portato al massimo la percentuale. Sino a quando c’era un consiglio eletto si poteva sperare di fare pressione sui politici. Adesso con l’elezione di secondo livello, viene a mancare anche questa minima possibilità.
L’abolizione delle province è una delle promesse raccontate ma poi disattese dal governo Renzi e dalla sua strana e variabile maggioranza. Se non ci credete fate subito una ricerca e digitate www.provincia.[nome della vostra provincia].it e vedrete dal sito che è viva e vegeta. Nello stesso palazzo di prima.

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