La notizia arriva da Princeton. Facebook perderà l'80% dei suoi utenti
nei prossimi tre anni. Ritwittata migliaia di volte si è diffusa in modo virale
secondo gli stessi schemi analizzati da due giovani studenti-ricercatori, John
Cannarella e Joshua Spechler, che si ispirano al ciclo di vita delle malattie infettive
per spiegare l'esplosione e la morte dei social network.
Per testate la loro teoria e arrivare alla conclusione che le reti
sociali sono come le mattie infettive, i due giovani hanno usato il caso di MySpace
che, dopo una prima fase di grande successo, ha conosciuto un rapido declino. Ma
questo non significa necessariamente che Facebook, Twitter o Linkedin faranno
la stessa fine.
Facebook e MySpace hanno infettato all'inizio i teenagers che sono
anche stati i primi a sviluppare difese immunitarie. Facebook ammette, oggi, di
perdere i propri utenti più giovani. I dati raccolti da iStrategyLabs, la
piattaforma di social advertising del gruppo, dicono che dal gennaio 2011 al
gennaio 2014 s'è ridotta del 25% la percentuale di utenti tra i 13 e i 17 anni
(da 13,1 milioni a 9,8 milioni) e dell'8% di quelli tra i 18 e i 24 anni (da
45,4 milioni a 42 milioni).
MySpace però si è fermato ai giovani mentre l'azienda di Mark
Zuckerberg sta attirarando nella propria rete anche professionisti e utenti
adulti. I dati dicono che funziona vista l'esplosione di iscritti over 55 (+80%
negli over 55; da 15,5 milioni a 28 milioni). Inoltre Facebook si allarga su mercati
emergenti come l'Africa, l'Asia e l'America Latina.
Inoltre Facebook, a differenza di MySpace, gode oggi della grande
diffusione di dispositivi mobili. Oltre il 78% dei suoi utenti, infatti, accede
da device mobile. Lo studio di Princeton si basa sulle proiezioni di Google
Trends, che nel dicembre 2012 ha registrato il picco delle ricerche fatte per parola
chiave Facebook senza considerare che oggi la maggior parte degli utenti
accedono dalla app.
Facebook ha risposto con ironia tramite il suo team composto da Mike
Develin, Lada Adamic e Sean Taylor, con tanto di grafici e tabelle: "Utilizzando
la stessa robusta metodologia presente nel documento, la Princeton University, in
linea con il principio scientifico correlazione = causalità, potrebbe essere in
serio pericolo e scomparire del tutto".
John Cannarella e Joshua Spechler hanno rifiutato di rilasciare
commenti perché il loro studio è ancora in fase "peer-review" cioè
deve ancora essere esaminato da altri colleghi per accertarsi che non sia aria
fritta.

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