sabato 16 marzo 2013

TAGLIO ALLE REGIONI E ALLE PROVINCE. SHOCK ISTITUZIONALE


 
Non 36 di meno come previsto dal governo Monti, ma 36 in tutto (comprese le regioni) questa la proposta-shock che fa la Società geografica italiana. Un ente scientifico nato nel 1867. Un taglio netto di 20 regioni, 10 città metropolitane, 2 province autonome e altre 71 ordinarie. Un’operazione di architettura costituzionale che richiede una riforma del titolo V e una legge ad hoc con doppia lettura da parte delle camere.

Piemonte diviso in due. Lombardia in tre con l’inserimento di Verona, ma perde Lodi e Cremona che vanno con Parma e Piacenza. Il resto dell’Emilia in due parti, con Ferrara che si unisce a Rovigo, mentre il Veneto residuo si coagula attorno a Padova. Per restare solo al nord: Spezia va con la Toscana tirrenica. Una rivoluzione.

I risparmi sarebbero enormi, ma l’obiettivo è più ambizioso: “La nuova mappa porterebbe vantaggi a livello di riduzione di costi della politica e di gestione territoriale, ora troppo frantumata nel caso delle province e troppo squilibrata nel caso delle regioni” ha dichiarato il presidente della Società geografica, Franco Salvatori. “Se guardassimo al passato –l’Ansa riporta le parole di Salvatori – questo piano non sarebbe attuabile, viste le enormi resistenze territoriali che si sono sempre manifestate, ma la crisi economica richiede innovazione”.

Soluzione più radicale della proposta fatta ad inizio anni Novanta dalla Fondazione Agnelli che prevedeva la nascita di 12 macroregioni o quella quasi contemporanea del professor Miglio che ipotizzava tre realtà: Padania al nord, Etruria al centro e Enotria al sud, ma entrambe con la sopravvivenza delle province.

La soluzione della Società geografica italiana (www.societageografica.it) elimina i confini regionali,  e riduce di due terzi le province. La proposta per il riordino territoriale dello Stato nasce dagli studi che nel corso degli ultimi vent’anni la Società stessa ha sviluppato a partire dal “progetto 80”. Quando si immaginò di ridisegnare l’assetto italiano per adeguarlo alla modernizzazione del sistema insediativo e dell’apparato produttivo.

Le risultanze sono riprodotte in maniera schematica nella mappa in fondo al testo, che costituisce la variante principale di un assetto che conta 36 entità territoriali definite “eco-sistemi urbani”. Le nuove circoscrizioni sono state delimitate sulla base della messa in rete di realtà urbane contigue (gli attuali capoluoghi di provincia), legate da forti interazioni funzionali e tali, dunque, da identificare la maglia base della stessa organizzazione territoriale italiana.

Gli assetti delineati sono stati tracciati a partire dalle reti infrastrutturali (legate alla mobilità, ai trasporti e alle comunicazioni), presenti sul territorio o in avanzata fase progettuale incrociate con le interazioni tra l’ambiente e la società secondo un modello geografico in progressiva evoluzione. La logica seguita è stata quella della potenzialità organizzativa e decisionale delle singole città e del sistema che lo costituiscono. In questa fase progettuale non è individuata la città egemone sulle altre e le linee di confine prescindono dalla configurazione regionale.

Si tratta di organismi politico-amministrativi sostitutivi delle attuali province e delle attuali regioni. Lo schema ricomprende anche le “aree metropolitane”, così come sono state definite negli ultimi provvedimenti di legge e finora mai rese operative.

Il federalismo troverebbe una più compiuta attuazione, senza lo spezzettamento legislativo compiuto dalle regioni. Allo Stato il compito di legiferare, alle nuove province quello di programmare e gestire i servizi di area vasta. Ai comuni la funzione gestionale propria. Ai nuovi enti anche i patrimoni, risorse e personale delle regioni e delle province soppresse.

 

Queste le province previste dal piano Monti per le regioni a statuto ordinario:
PIEMONTE (4). Torino (Città metropolitana); Cuneo; Alessandria e Asti; Vercelli, Biella,  Verbano/Cusio/Ossola e Novara.
LOMBARDIA (7). Milano (Città metropolitana); Brescia; Bergamo; Pavia; Como, Varese, Monza/ Brianza; Lodi, Mantova e Cremona; Sondrio e Lecco.
VENETO (5). Venezia (Città metropolitana); Vicenza; Verona; Rovigo e Padova; Belluno e Treviso.
LIGURIA (3). Genova (Città metropolitana); La Spezia; Savona e Imperia.
EMILIA ROMAGNA (5). Bologna (Città metropolitana); Modena e Reggio Emilia; Parma e Piacenza; Ferrara; Ravenna, Forlì/Cesena e Rimini.
TOSCANA (4). Firenze (Città metropolitana), Prato, Pistoia; Grosseto, Siena; Arezzo; Lucca, Massa/Carrara, Pisa e Livorno.
UMBRIA(1). Perugia e Terni.
MARCHE (3) Ancona; Pesaro/Urbino; Ascoli Piceno, Macerata e Fermo
LAZIO. Roma (Città metropolitana); Frosinone e Latina; Rieti e Viterbo (3).
ABRUZZO (2). L'Aquila e Teramo; Pescara e Chieti.
MOLISE (1). Campobasso e Isernia.
CAMPANIA (4). Napoli (Città metropolitana); Salerno; Caserta; Avellino e Benevento.
BASILICATA (1). Potenza e Matera
PUGLIA (4). Bari (Città metropolitana); Lecce; Foggia, Barletta/Andria/Trani; Taranto e Brindisi
CALABRIA (3). Reggio Calabria (Città metropolitana); Cosenza, Crotone; Catanzaro e Vibo Valentia

Ecco la mappa pubblicata dal Corriere.it

 Per quanto riguarda le regioni a Statuto speciale, la Sardegna ha deciso, con un referendum, di dimezzare le province, tornando a 4 (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano). La Sicilia vaglia un disegno di legge che prevede 3 città metropolitane (Palermo, Catania e Messina) più 8 consorzi di comuni (le altre 6 province - Trapani, Agrigento, Enna, Caltanisetta, Ragusa, Siracusa - più Gela e Marsala). In Friuli Venezia Giulia dovrebbero rimanere le 4 attuali (Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia), ma con compiti consultivi. Nessuna modifica è prevista per Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige (Bolzano e Trento).
 

Questa invece la suddivisione in 36 prevista dalla Società geografica italiana:
 

Aosta, Vercelli, Novara, Verbano/Cusio/Ossola

Torino

Cuneo, Alessandria, Asti (ex Piemonte).

Genova, Savona, Imperia (ex Liguria).

Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo

Milano, Pavia, Monza/Brianza

Brescia, Verona, Mantova (ex Lombardia).

Venezia, Padova, Vicenza, Treviso, Belluno

Rovigo, Ferrara (ex Veneto).

Trento, Bolzano (Trentino Alto Adige).

Udine, Trieste, Gorizia, Pordenone (Friuli Venezia Giulia).

Piacenza, Lodi, Cremona, Parma

Bologna, Reggio Emilia, Modena

Ravenna, Forlì/Cesena, Rimini (ex Emilia Romagna).

Spezia, Massa/Carrara, Lucca, Pisa, Livorno

Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo

Siena, Grosseto (ex Toscana).

Perugia, Terni (Umbria).

Ancona, Pesaro/Urbino, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno (Marche).

Roma, Viterbo, Rieti

Latina, Frosinone, Isernia (Lazio).

Aquila, Pescara, Chieti, Teramo (Abruzzo).

Campobasso, Foggia

Bari, Barletta/Andria/Trani

Taranto, Brindisi, Lecce (ex Puglia).

Napoli, Caserta

Salerno, Benevento, Avellino (ex Campania).

Potenza, Matera (Basilicata).

Catanzaro, Cosenza, Locri, Vibo Valentia

Reggio Calabria (Calabria).

Messina

Palermo, Trapani

Agrigento, Ragusa Caltanisetta, Enna

Catania, Siracusa (Sicilia).

Cagliari, Oristano, Iglesias/Carbonia, Medio Campidano, Ogliastra

Sassari, Nuoro, Tempio/Olbia (Sardegna).

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