giovedì 14 marzo 2013

PAPA FRANCESCO NON È D’ASSISI VIENE DALLA FINE DEL MONDO



“Un papa scelto alla fine del mondo”. Il riferimento di Jorge Mario Bergoglio è a Ushuhaia nella Terra del fuoco argentina - a sud della Patagonia - la città più meridionale al mondo. Fin del Mundo (Finis Terrae) per i suoi abitanti. Non è questa l’unica frase che va spiegata e interpretata nel saluto papale del primo pontefice americano. Anzi latino-americano con chiare origini italiane. Ben radicate nell’ex regno di Sardegna.

Il padre nato a Torino, ma originario di Bricco Marmorito frazione di Portacomaro stazione nell’astigiano, la mamma Regina Sivori genovese, con un cognome tipico del chiavarese. Forse lontani parenti di Omar Sivori, l’angelo dalla faccia sporca che vestì la maglia di Juventus e Napoli fra gli anni ’50 e ’60. Però El cabezon giocò nel River Plate, mentre il papa tifa ASLA (San Lorenzo de Almagro).

Non è l’unica confusione possibile. La più grave, in cui sono incorsi tutti i vaticanisti, è stato attribuire il nome Francesco al santo gesuita Francesco Saverio. Invece Jorge Mario Bergoglio - anche se è il primo papa gesuita della storia - ha detto di essersi ispirato ai poveri e alla pace nella scelta del nome e per questo al poverello di Assisi. I gesuiti e il loro primate, noto come il papa nero, rappresentano da sempre una sorta di alter ego nella chiesa romana. Fra questi, appunto Francisco Javier, nobile navarro, missionario nelle Indie e uno dei primi seguaci di Ignazio di Loyola. In questa chiave il nome scelto da Bergoglio indica anche l’evangelizzazione. Infatti papa Francesco ha richiamato i fedeli a pregare per la rievangelizzazione di Roma.

Altro punto da chiarire è che si sia sempre nominato come vescovo di Roma e non come papa della cristianità. Dai gesuiti argentini il giovane Bergoglio prese le distanze quando questi sposarono le teorie della liberazione in odore di eresia marxista. Da qui l’accusa che la sinistra argentina gli fa di essere stato vicino alla dittatura dei militari. Una sciocchezza colossale. Il nuovo papa si muove nell’ambito della tradizione, depreca il capitalismo finanziario e l’uso spregiudicato del danaro, dà grande valore alla carità.

Carità e preghiera. Ha da subito invitato la piazza gremita di fedeli e curiosi, a pregare prima unendosi a lui nel Pater, Ave, Gloria e poi da sola, in silenzio.

Ha esordito con un inusuale e informale: “Buonasera”. Se la buona sera si vede dal saluto … lo capiremo presto. Perché papa Francesco mette d’accordo i tradizionalisti e i progressisti. Era molto legato al cardinal Martini, lo è pure con il papa emerito.

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