“Un papa scelto alla fine del mondo”. Il riferimento di Jorge
Mario Bergoglio è a Ushuhaia nella Terra del fuoco argentina - a sud della
Patagonia - la città più meridionale al mondo. Fin del Mundo (Finis Terrae) per
i suoi abitanti. Non è questa l’unica frase che va spiegata e interpretata nel
saluto papale del primo pontefice americano. Anzi latino-americano con chiare
origini italiane. Ben radicate nell’ex regno di Sardegna.
Il padre nato a Torino, ma originario di Bricco Marmorito
frazione di Portacomaro stazione nell’astigiano, la mamma Regina Sivori
genovese, con un cognome tipico del chiavarese. Forse lontani parenti di Omar
Sivori, l’angelo dalla faccia sporca che vestì la maglia di Juventus e Napoli
fra gli anni ’50 e ’60. Però El cabezon giocò nel River Plate, mentre il papa
tifa ASLA (San Lorenzo de Almagro).
Non è l’unica confusione possibile. La più grave, in cui sono
incorsi tutti i vaticanisti, è stato attribuire il nome Francesco al santo gesuita
Francesco Saverio. Invece Jorge Mario Bergoglio - anche se è il primo papa
gesuita della storia - ha detto di essersi ispirato ai poveri e alla pace nella
scelta del nome e per questo al poverello di Assisi. I gesuiti e il loro
primate, noto come il papa nero, rappresentano da sempre una sorta di alter ego
nella chiesa romana. Fra questi, appunto Francisco Javier, nobile navarro,
missionario nelle Indie e uno dei primi seguaci di Ignazio di Loyola. In questa
chiave il nome scelto da Bergoglio indica anche l’evangelizzazione. Infatti
papa Francesco ha richiamato i fedeli a pregare per la rievangelizzazione di
Roma.
Altro punto da chiarire è che si sia sempre nominato come
vescovo di Roma e non come papa della cristianità. Dai gesuiti argentini il
giovane Bergoglio prese le distanze quando questi sposarono le teorie della
liberazione in odore di eresia marxista. Da qui l’accusa che la sinistra
argentina gli fa di essere stato vicino alla dittatura dei militari. Una
sciocchezza colossale. Il nuovo papa si muove nell’ambito della tradizione,
depreca il capitalismo finanziario e l’uso spregiudicato del danaro, dà grande
valore alla carità.
Carità e preghiera. Ha da subito invitato la piazza gremita di
fedeli e curiosi, a pregare prima unendosi a lui nel Pater, Ave, Gloria e poi
da sola, in silenzio.
Ha esordito con un inusuale e informale: “Buonasera”. Se la
buona sera si vede dal saluto … lo capiremo presto. Perché papa Francesco mette
d’accordo i tradizionalisti e i progressisti. Era molto legato al cardinal
Martini, lo è pure con il papa emerito.

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