sabato 1 agosto 2015

FILM. THE BEGINNING DEL FUTURO DELL’INDIA INCLUDE CINEMA E SPORT


Baahubali: The Beginning è il film più costoso mai realizzato in India, ma non è stato girato a Bollywwod, nemmeno a Tollywwod, casa del cinema Telegu dell’Andhra Pradesh, ma nel profondo sud a Chennai, l’ex Madras di inglese memoria. È costato 39 milioni di dollari, ma nelle prime tre settimane di programmazione ne ha già incassati 92,6 solo in India. È stato distribuito in 4000 sale e ora si prepara a sbarcare in tutto il mondo. Per ora esistono le versioni in lingua tamil, Telegu, hindi, malayalam, ma la versione inglese sta andando benissimo anche negli Stati Uniti.
Siamo lontani dagli incassi di Avatar, costato 237 milioni nel 2009, leader mondiale incontrastato con due miliardi e 788 milioni di dollari ai botteghini. Ma cosa significa tutto ciò? Che l’India sta marciando a rimi sempre più spediti e a differenza della Cina è legata all’occidente per lingua, prospettive e aspirazioni della sua borghesia. Ancora nel 2007 la middle class indiana era formata da 50 milioni di persone. Oggi secondo Deutsche Reasearch è cresciuta a 300 milioni e su questo trend il suo potere d’acquisto salirà entro la fine dell’anno dal 4,7 al 6,1% della quota mondiale. Raddoppiando nei numeri, secondo NCEAR nei prossimi dieci anni. Questo significa, anche, avvicinare negli indicatori macroeconomici i numeri Cina, Unione europea e USA. Con una significativa presenza di minoranze, attive, proprio negli Stati Uniti in Gran Bretagna e ora anche in molti distretti produttivi dell’Europa continentale. In Italia oltre Roma, dove sono quasi 10.000, gli indiani sono attivi nella zona di Suzzara e nel bresciano.
Lo sport nazionale degli indiani è il cricket, ma quello di cui vanno più fieri è l’hockey. Per la tradizione di successi olimpici. Interrotta nel 1980. Però a Rio per la prima volta da allora presenteranno alla fase finale sia la squadra maschile che quella femminile. In India si gioca, solo un mese all’anno in febbraio, la lega professionistica più importante al mondo l’Indian League.
Perché dico questo? Perché se il “modello India” sfonda nel cinema, s’impone nell’economia la sua penetrazione mediatica potrebbe raggiungere livelli di audience simili a quelli americani. Che nei decenni hanno propagandato sport come baseball, football, ice hockey e basket NBA. L’India potrebbe esportare hockey, non solo come sport ma come prodotto mediatico favorendone la crescita, l’interesse degli sponsor con grande vantaggio per l’hockey europeo ed italiano.

 

 

 

 

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